Liberali radicali non per caso

Essere aperti e mettere in discussione le proprie idee è fondamentale per il progresso. Non c'è miglioramento senza cambiamento, senza modifica della situazione di partenza. Non mi disturba quindi il cittadino che cambia partito perché nel corso della sua vita ha maturato altre idee oppure perché è il partito che è cambiato; mi disturba invece se dietro vi sono interessi personali. Pure i partiti devono aggiornarsi perché la società cambia, perché vi sono nuovi problemi o, semplicemente, perché gli obiettivi originali sono irraggiungibili o già raggiunti o sbagliati. Mi lascia perplesso invece il partito che cerca di riposizionarsi, adottando nuovi valori solo per attirare voti, come se il fine fosse se stesso.

Nel nostro piccolo cantone diversi partiti discutono su quale valore adottare per aumentare le percentuali. In casa PPD si vorrebbero rivalutare i valori cristiani, lasciati alcuni decenni fa perché fuori moda. Nel quartiere della sinistra invece, alcuni si trovano spaesati accorgendosi che la società social-liberal-democratica a cui aspiravano è quella in cui viviamo e che ora è bersagliata da altri loro compagni che continuano fanaticamente a sparare alla loro destra. Nei prati dei verdi, per aumentare la biodiversità nei loro valori che da soli alimentano nessuno, si introducono erbe rosse o multicolori a dipendenza di chi li guida. Nel territorio leghista invece la parola riposizionarsi è incoerente con il loro variegato e opaco ventaglio di valori applicati liberamente e incoerentemente.

Nel mondo PLR la traiettoria è pure stata corretta più volte, anche grazie alle diverse correnti interne e all'impulso degli altri partiti che, in singoli ambiti, avevano delle idee migliori. Di ben poco sono però cambiati i suoi valori di base che hanno fatto grande la Confederazione: democrazia, federalismo, libertà individuale con un piccolo Stato garante della libertà altrui, progresso basato su una formazione all'avanguardia, responsabilità individuale dapprima e Stato sociale poi, uguaglianza nelle opportunità ma promozione della diversità, libertà economica, rispetto dell'ambiente, stato laico e libertà religiosa, ecc.

Questi valori, che hanno creato il modello svizzero, si sono dimostrati vincenti rispetto agli altri che all'estero creano o hanno creato disastri. Essendo dei valori e non dei criteri precisi hanno naturalmente delle sfumature più o meno ampie. Su di esse possono giustificarsi i partiti, i movimenti o altri gruppi politici. Gli estremismi - di sinistra o destra (ammesso che questa divisione abbia ancora senso) o religiosi - che vanno contro a quei principi sopraccitati ancorati nella Costituzione federale, sono invece ingiustificati, pericolosi e da proibire. D'altra parte, anche se con un po' di ironia potrei dire che basterebbe avere solo il partito PLR, ritengo che non si possa fare a meno degli altri, sempre che promuovano valori e soluzioni e non se stessi o problemi. Sono queste associazioni che ricercano i candidati dei vari organi dello Stato, che propongono dei programmi, che ricercano le soluzioni. E' il confronto tra di loro che permette di trovare le migliori soluzioni, che permette di evitare abusi. E' la concorrenza tra di loro che li obbliga a cercare il continuo miglioramento.

La mia scelta l'ho fatta, non per caso, ma perché credo nei valori della Svizzera attuale portati avanti con determinazione dal PLR. Credo in questo partito che promuove persone, idee, progetti, e soluzioni. Credo nelle persone di questo partito che si impegnano per il bene comune.

Alberto Dotta